26 settembre 2008

Finalmente in Italia esce "Control" il film di Artur Corbijn su Ian Curtis

Sono particolarmente contento di annuciarvi l'uscita fissata per il 25 ottobre nelle sale italiane di “Control” un film dello stimato fotografo e regista ( famoso per vari videoclip) Anton Corbijn con Sam Riley e Samantha Morton sulla vita del tormentato cantante Ian Curtis dei Joy Division.

Dopo Shine A Light degli Stones e Scorzese e The Future is Unwritten su Joe Strummer di Julian Temple, con l'aggiunta di Control direi che quest'anno considerato che siamo in Italia, non è andata affatto male per quantro riguarda la musica al cinema, abituati come siamo ad accontentarci dei dvd.

Ecco il trailer




Ecco il comunicato stampa.

Il 25 ottobre arriva nelle sale italiane “control” (distribuito da metacinema), il film di Anton Corbijn (fotografo olandese tra i più acclamanti nel mondo del rock, autore delle immagini fotografiche e dei video di artisti come U2, Miles Davis, Depeche Mode, Nirvana, Coldplay) che racconta la storia di Ian Curtis, leader della band inglese Joy Division.

La pellicola (che segna il debutto alla regia di lungometraggi di Corbijn), volutamente girata in bianco e nero per restituire allo spettatore le atmosfere di quel periodo storico, narra la parabola fulminante di Curtis, carismatico, epilettico, morto suicida a ventiquattro anni, interpretato da Sam Riley (al primo ruolo da protagonista). Accanto a Riley (scelto per la grande somiglianza a Ian Curtis non solo fisica ma anche spirituale ed emotiva) nel ruolo di Debbie Woodruff (moglie di Ian Curtis) l’attrice inglese Samantha Morton, considerata una delle migliori attrici della sua generazione, e Alexandra Maria Lara nel ruolo di Annik Honoré, giornalista di cui Curtis si innamora perdutamente al punto da lasciare la moglie e la figlia.

«CONTROL – racconta il regista – è un film personale e ai miei occhi non è un film musicale. Devo confessare, infatti, che l’averlo considerato inizialmente un film musicale mi aveva spinto a rinunciare all’impresa. Dopo aver fotografato tantissimi musicisti nel corso della mia carriera mi sentivo già abbastanza etichettato, almeno in Gran Bretagna, come “fotografo del rock” e quindi volevo evitare a tutti costi di vedermi appiccicare questa etichetta anche al cinema».




“La prima cosa che mi chiedevano tutti era come mi sentissi all’idea di interpretare una leggenda,” osserva Riley. “So che è così che la gente lo vede, ma io non volevo pensare a lui in questo modo. Non puoi interpretare una leggenda senza mettere una certa pomposità nel ruolo mentre lui era una persona normale, un ragazzo come tanti. E’ stata solo la sua morte così prematura a fare di lui un mito che continua ad affascinare la gente.”

Il film, ambientato nell’Inghilterra di fine anni 70 racconta la storia di Ian Curtis ragazzo che aspira a qualcosa di molto di più che vivere nella sua cittadina natale. Desideroso di emulare i suoi idoli musicali, come David Bowie e Iggy Pop, entra a far parte di un gruppo e sogna di diventare un musicista a tutti gli effetti ma nel giro di poco tempo, le paure e le emozioni che nutrono la sua musica sembrano consumarlo lentamente. Sposatosi giovanissimo e con una figlia, trascura i suoi doveri di marito e padre per inseguire un nuovo amore e per soddisfare le aspettative sempre crescenti della sua band. La tensione e la fatica minano la sua salute e con l’epilessia che va ad aggiungersi ai suoi sensi di colpa e alla sua depressione, la disperazione si impadronisce di lui. Cedendo al peso delle responsabilità, Ian si lascia consumare dalla sua anima inquieta e torturata.

2 commenti:

mr.chainsaw ha detto...

ciao.. volevo chiederti se conosci qualche sito sul quale sono elencati tutti i film autobiografici su band/musicisti/pittori e così via..
grazie!

Ludo ha detto...

Spettacolo.

Just that something so good just can’t function no more.
But love, love will tear us apart again